(dedica di primavera al docente V. R. della Facoltà di Medicina e Psicologia di Roma per le sue parole di gratuita stupidità)

***

In una giornata * di sole e di fiori *THE VENETIAN alla sua tarda e quasi ormai senile età sente oggi l’urgenza e compito umano di darvi qualche *indicazione di vita* per le vostre prossime esperienze che andrete a vivere con entusiasmo e tristezza prima o poi. E’ la vita miei fiorellini *in fiore* dai petali delicati, mie giovani pargole e giovincelli di terra fertile *.

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FIORE MERAVIGLIOSO

Se siete abitanti di questo mondo vi sarete resi conto ( se non l’avete fatto forse siete ancora dentro il baco da seta o siete semplicemente vergini) che avere argomentazioni, un’opinione su come funzionano le cose a questo mondo è essenziale. E’ vitale sul piano intellettuale, sentimentale e orizzontale. Avere un’opinione significa collocarsi in uno spazio preciso nella realtà, nelle mani e nelle parole di chi ci ama, e nel letto di chi ci scop*. I tre livelli a volte si incontrano, altre volte rimangono separati e altre volte non si capisce una mazza.

Converrete con me mie farfallone dai mille colori che la cosa non è sempre semplice. Informarsi, leggere, parlare con la gente, rivedere il proprio pensiero richiedono tempo, energie, curiosità, sensibilità, e…MEZZI, mi suggerisce Marx dal prato. “Sì sì, l’ho detto! Basta però. Hanno capito Marx basta, pensa alle tue cose adesso che io sto parlando qua!”

Scusate ma con i primi raggi del sole anche Marx si fa prendere *dall’euforia* delle primule vicino casa*. Proprio per evitare che ritorni a disturbarci diciamo che la cosa è particolarmente evidente in *alcune*conversazioni. Mi riferisco a *quelle conversazioni *a tavola con le sue regole, i suoi silenzi e i suoi non detti che intrecciano i tre piani fino al ridicolo*

Quindi come facciamo a stare sempre al passo con tutto, ad avere sempre qualcosa di intelligente da dire, da far sentire, e da provare?

THE VENETIAN dall’alto dei suoi 73 anni crede di potervi regalare qualche petalo profumato della sua conoscenza profumata e borghese.

Dunque prendiamo una cosa che non conoscete, una qualsiasi, una a caso. I film per esempio! Facciamo che non sapete davvero una mazza di niente di film, di quella gente che sta nei film cioè gli attori giusto? E poi tutto a quello che sta attorno a un film cioè la luce, il regista e i pop corn. Ok?

Date queste conoscenze basilari ipotizziamo che il resto sia per voi completamente oscuro, siete consapevoli della cosa, ma nel complesso credete che la vostra vita sia degna di essere vissuta ugualmente e simultaneamente a quella di….di Charlie Chaplin.

E’ morto? Mm ok allora..

“Gli unici” che conoscete sono sempre i primi ad andarsene dicono! Dai trovate un tipo famoso del cinema, basta avete capito cosa volevo dire.

Quindi questo è più o meno il vostro stato d’animo giornaliero. Sfortunatamente il vostro equilibrio tra benessere e ignoranza viene a frantumarsi in mille pezzi quando avete la grandissima sfiga di trovarvi in una di quelle classiche cene * dove tutti sembrano condividere lo stesso cervello, la stessa pagella alle elementari e la stessa risata mentre voi siete là a chiedervi “Ma chi? La chi? Chi ha vinto cosa? Perché?” . Un po’ eravate preparati alla cosa, ma a volte a queste cene non lo si è mai abbastanza. E mentre state in silenzio cercando la fuga verso l’invisibilità ecco che arriva la fatidica domanda dalla persona più attraente della sala che avevate notato fin da subito “E tu cosa pensi scusa?”. Momento di silenzio tra voi due.

La situazione non è piacevole innanzitutto.

Avete ormai chiaro in mente la triade che vi avevo detto prima, e non volete andare a perdere miseramente su tutti i piani e fronti. Giusto? Beh sì sennò che cavolo di persona attraente avete visto? Cioè un minimo ci dovete anche tenere a far bella figura scusa no? Un minimo al meno, sotto sotto c’è dai questa voglia..ditelo a zia THE VENETIAN. Dai mica vado a dirlo ai quattro venti, al massimo ai quattro gatti che conosco. Insomma già lo sapete che

1. sul piano intellettuale forse farete abbastanza schifo

2.su quello sentimentale non si può mai sapere

3.su quello orizzontale…beh è pur sempre una cena mica una festa di samba.

Quindi che si fa in questi casi di grande merda? Come si fa a mantenere almeno uno dei piani in posizione dignitosa e speranzosa mentre l’attraente è davvero attraente su tutti i tre piani, le scale e le porte di condominio?

Non sorridete! E’ una cazzata pazzesca sorridere. Capirà subito che non sapete manco di chi stessero parlando. E’ un dispendio di energia che non permette al cervello di dire in pochi secondi una battuta veloce ed efficace.

Chiudete invece la bocca più del solito come a soffocare la testa: è così che escono le idee migliori sotto pressione, come una pentola a pressione. Non sorridete perché non dovete buttarla sul piano “due” quello dei sentimenti, almeno non per ora. Cambiare  velocemente argomento sorridendo per esempio facendo un apprezzamento sulla stoffa fiorita del tovagliolo a tavola è una cazzata.  E’ come se a letto lui o lei ti dicesse “ti va?” e tu gli rispondessi “sai, questa fodera del cuscino con i ricami è molto delicata”. Voglio dire magari sarà anche un approccio DIVERSO dal solito, ma sta di fatto che prima o poi dovete rispondere a quella domanda. E vi assicuro che c’è gente che te lo sa ripetere pure con incredibile dolcezza “Allora ci stai o no?” E a quel punto qualcosa lì va detto o fatto, di solito, a meno che non siate in possesso del teletrasporto individuale.

Ecco è la stessa cosa. Quindi piuttosto di sorridere e dire stronzate sul tovagliolo, trovate una posizione comoda sulla sedia e fingete l’indifferenza sul tema, che più che indifferenza è proprio totale ignoranza sovrana. In parole povere: siate voi stessi per voi stessi e indifferenti alla conversazione per gli altri.

Chiaro fin qua? Ma come si finge indifferenza mi chiederete voi. Facile: con un bel respiro grande prima di parlare, dopo aver tenuto la bocca bella chiusa, petto in fuori e gomiti sul tavolo o schiena ben distesa sulla sedia.

Lei o lui starà qualche secondo in silenzio ad aspettare la vostra risposta che aperta la bocca in modo energico sarà

“IO BOICOTTO”.

Io boicotto è la risposta perfetta per tutti i possibili argomenti. Io boicotto va detto senza espressione in viso, ovviamente, soprattutto senza rabbia, ma con tono pacato di serena consapevolezza (di un cazzo di niente per voi ovvio! Ma consapevolezza di tutto per l’attraente)

Cosa c’è, non vi sembra un gran che come frase?!

Cazzata! Io boicotto ha sempre il suo fascino. Ora ve lo spiego.

La risposta sarà talmente inaspettata che l’attraente di turno penserà “Chissà cosa vorrà REALMENTE dire” e già questo vi darà qualche punto a favore, siete già a due punti e mezzo, che non si buttano mai via, neanche sulla patente. I signori e le signore a tavola amano il non detto, la parola gonfia e strafottente se dosata a piccolissime dosi. Per l’attraente questo volgare IO BOICOTTO sarà solletico cerebrale: per essere a tavola con loro non è possibile che la vostra frase IO BOICOTTO significhi davvero IO BOICOTTO. Non è possibile per loro, o semplicemente inaccettabile per i loro tovaglioli.

A questo punto però vi giocate proprio tutto. Ascoltate qua. Ci sono infatti due strade completamente diverse che l’attraente potrebbe intraprendere:

o dite qualcosa di intelligente e allora *il sentiero dell’amore* si aprirà davanti a voi con i suoi gigli e  betulle,

o lui\lei vi ridurrà a  misero salice piangente, svelando la verità delle vostre parole. Lei capirà che voi non sapete una mazza di niente su quella cosa e gli altri a tavola lo noteranno e si comporteranno di conseguenza. Una schifezza pazzesca.

Come procedere in vista dei gigli e delle betulle*? Capovolgete la frittata!

E’ il loro modo di affrontare il tema (quale? Boh. E’ irrilevante) che è troppo superficiale, poco intelligente per persone come voi. Iniziate con un “la questione rischia di cadere su un livello che vorrei evitare di sostenere”. E’ la verità infondo, ma per loro la questione si farà ancora più interessante. Quale livello è sfuggito loro? Per un attimo percepiranno il vostro lungo silenzio della serata come una saggia e silente derisione alle loro rozze riflessioni. Le vostre parole si faranno ancora più interessanti.

Capisco la vostra perplessità. State pensando che ora non solo starete per fare una grande figura di merda davanti all’attraente, ma proprio proprio davanti a tutti!? Sciocchezze mie cari *fiorellini di campo! Tutto il contrario, mie violette  ingenue*. Se con questa prima frase riuscirete a interrompere anche qualche conversazione degli altri a tavola le betulle e gigli vi verranno* incontro* danzando. Chi parla mentre gli altri ascoltano possiede lo scettro del riconoscimento (che non sapete una mazza? Ma no! Riconoscimento come persona!). L’attraente lo noterà e si sentirà ancora più vicina\vicino a voi.

Ci siamo fin qua?

Bene a quel punto è fatta.

Dite “Non lo so, sennò te l’avrei detto”

 
 
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