THE  VENETIAN è prontissima per partire  per Pitesti.

 

Dopo aver letto tutto lo scibile su internet

1. sulla città di Pitesti,

2. sulla storia della Romania,

3. e sull’ Unione Europea,

THE VENETIAN deve semplicemente lasciare Venezia.

 

Per chi volesse partire con lei, per le candidate e  i candidati e i cani ci sarà

1. un colloquio orale oggi pomeriggio,

2. una prova letto stasera,

3. e un sorteggio finale  truccato domani mattina presto.

 

Ecco un paio di cosette di turismo spicciolo per chi fosse ancora indecisa\indeciso sulla partenza:

 

1. FONTANA. Dicono sia un must!

 

2.  LA PRIGIONE.  L’hanno chiamata la prigione dove cancellavano anche l’anima per il tipo di torture a cui erano sottoposti i detenuti durante la rieducazione. Il fenomeno Pitesti, chiamato anche Experimentul Pitești – the “Pitești Experiment” or Fenomenul Pitești.   Il genocidio delle anime, ha suggerito la Lonely Planet  Travel. Il TABU’ della Romania. Credo possa  bastare con la lista dentro alla lista.

 

3. TULIPANI ad Aprile. Questo chiamatelo pure “Cadere sempre a pennello”

 

4. Cappotto, calzini, acqua, carica cellulare

 

5. Computer

 

6. Testa e appunti

 

Ora basta con tutte queste anticipazioni.  Ci vediamo dopo! Rispettate la fila di grazia.

1.

2.

3.

4.

La fila normale  e quella dei\delle  preferit* secondo dei parametri a caso.

 

Da

THE PETESTIAN

è tutto.

Ho sbagliato

THE PITESTIAN!

 

 

 

 

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»

  1. Francesca Bernardi ha detto:

    Ciao. sono appena rientrata da un viaggio in romania, E Pitesti era una delle tappe. conobbi la storia di Pitesti (quel che se ne riesce a sapere) un anno e mezzo fa durante la visita al Memoriale di Sighet. da allora ho avuto una sorta di morbosa volonta’ di saperne di piu’. ho letto Musica per Lupi di Dario Fertilio, e sono partita alla volta di Pitesti, per vedere di persona il poco che resta. su alcune fonti ho trovato che il carcere dopo l’esperimento fu raso al suolo. Fertilio conclude il suo libro dicendo che dove oggi c’è il monumento alle vittime dell’anticomunismo (il muro con la finta torretta di vedetta e il filo spinato) sorgeva il carcere.
    chiedendo in giro a passanti (non ho trovato nessun centro di informazioni turistiche, ma solo negozi e negozi nella parte piu’ viva della città) uno ci ha risposto che la prigione era appena fuori Pitesti, in una zona periferica non meglio definita, un’altra signora (una operatrice dell’ospedale militare di fronte a cui si erge il monumento alle vittime) ci ha indirizzati (con foto alla mano, scaricata dal tuo blog) a un altro edificio che assomigliava a quello della tua foto, ma non era effettivamente quello. se non che’, mentre ormai ci stavo rinunciando vedo una piccola indicazione sulla strada principale, una freccia con su scritto qualcosa del tipo (inquisitorilul pitesti), ci avviciniamo e riconosco tra gli alberi in fondo alla traversa e avvolto da Bloc inguardabili quello che da fuori piu’ che un carcere sembra una casa di cura, o un asilo… ora, la domanda è: ma è dunque quello il carcere di Pitesti? le didascalie e le info scritte sulla cancellata fanno pensare che sia quella l’effettiva location dell’esperimento barbaro. c’era scritto che il carcere e’ visitabile su appuntamento, ho chiamato il numero che stava sotto all’indicazione e ovviamente non mi ha risposto nessuno.

    quindi questo carcere, è stato raso al suolo? si trovava al posto dell’attuale monumento alle vittime? e’ quello che tu hai fotografato e io ho riconosciuto dalla tua foto, ma nel quale si entra solo su appuntamento chiamando un numero a cui non risponde nessuno?

    ciao, e grazie se riuscirai a dissipare i dubbi che le persone locali non sono riuscite a dissipare. solo un ragazzo, di un centro vodafone conosceva la storia di Pitesti e in un brillante inglese ha detto che la gente non sa o vuole dimenticare il brutto che riguarda la storia. molti anziani sicuramente vogliono dimenticare, ma molti giovani secondo me nemmeno sanno cosa e’ successo li’ dentro.

    Francesca

    • thevenetianblog ha detto:

      Ciao Francesca, scusa per il ritardo.
      Capisco la tua difficoltà nella ricerca del carcere. E’ stato lo stesso per me. Ore e ore a stressare la gente per strada. La mia fortuna è stata che con me c’era una ragazza proprio di Pitesti.Lei non c’era mai stata nel carcere (strano no?!) e anche quando chiedeva per strada alle persone ricevevamo sempre indicazioni molto vaghe. Chi diceva che era fuori Pistesti, chi gelava alla nostra domanda, chi ci indicava il monumento alle vittime. Alla fine un po’ alla volta ci siamo avvicinate sempre di più alla prigione che è in centro a Pitesti. All’uscita, al cancello c’era un amico di questa ragazza che ci ha fatto entrare (strano!). E’ stato gentilissimo e ci ha spiegato molte cose..e ci lasciava fare foto.
      Lui però ci aveva anche detto che in un anno o due avrebbero fatto diventare quella prigione un museo. NOn so ora a che punto sia.
      Se hai qualcosa da chiedermi, vai!!!

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