C’era una volta un gufo tranquillo. 

Solo, con i suoi occhi grandi guardava tutti con tranquillità.

 

Un giorno una rondine un po’ titubante gli si avvicinò dicendo “Ma perché mi guardi così? Ti ho fatto qualcosa?”

No” disse il gufo tranquillamente. “Non mi hai fatto nulla”.

Ah, va bene. Meno male!” replicò la rondine e con ali leggere scomparì tra le nuvole.

 Il gufo tranquillo si appoggiò sui rami di una quercia all’ombra. Lì passava uno scoiattolo che un po’ seccato lo fissò sugli occhi chiedendo:

“Ma perché mi fai quello sguardo? Ho qualcosa che non va per caso?”

No, niente affatto. Non c’è niente che non va con il tuo musetto”. Rispose tranquillamente il gufo.

Lo scoiattolo indispettito scomparve tra la chioma dell’albero.

Poco dopo passò anche una formica trafelata dal duro lavoro che urlando gli disse “Devo passare, devo passare, non guardarmi così male. Devo passare di qua per forza!”.Il gufo tranquillamente spostò la sua zampetta e fece passare la formica con il suo carico di briciole sulla schiena.

 La sera si faceva afosa quando  un gruppo  di moscerini si mise a vibrare nell’aria. Il gufo li osservava tranquillamente dalla quercia.

 Uno di loro con coraggio gli si appoggiò sulle piume dicendo: “Non guardarci così perché questa zona è sempre stata nostra”.

A quel punto il gufo chiuse gli occhi tranquillamente pensando:

 

“Sono circondato da guardoni idioti”.

Gufo_incazzato

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