Come tutti i giorni alle sei del mattino un

gabbiano si avvicinò zampettando

davanti ad un sacchetto di spazzatura:

alltro

 

“Ciao, ma buongiorno!

Che si dice?  Lo spazzino è in ritardo oggi?”.

 

 

Il sacchetto rimase immobile.

Senza grande stupore il gabbiano riprovò con il saluto “Giornata umida oggi. Fa sempre un gran freddo a quest’ora”.

Ancora una volta il sacchetto nero sembrò non dire nulla.  Non vedendo nessuna reazione il gabbiano continuò: “Non mi riconosci? Son qua da tre anni oramai”

vai

Il sacchetto a quel punto aprì la sua bocca puzzolente e con un alito impastato di birra e pizza gli disse “MM, no! Non mi pare”.

stupito

Stupito della fredda risposta il gabbiamo prese il volo tristemente e andò ad appoggiarsi su una grondaia. Da lì con il collo chino si mise a fissare il sacchetto che si trovava ancora dove l’aveva lasciato. Poco dopo il gabbiamo decise di ritornare da lui con una nuova strategia: “Ciao!Che si dice?” gli urlò con qualche speranza dentro di sè.

“E chi sei tu?” Rispose un po’ spossato il sacchetto.

 

“Io chi sono? Ma se ci siamo conosciuti qualche minuto fa, dai!”fine

 

“Ah ok! No perché pensavo fossi quella palla di gabbiano che da tre anni mi parla appena son sveglio.”

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