De profùndis 

resize_img

Una signora si sentiva davvero sfortunata.

Si era innamorata, ma nessuno le credeva,

chi amava non l’amava, chi chiamava non

le rispondeva, nessuno le scriveva.

La signora  si sentiva davvero sfortunata

perché nessuno chiedeva di lei,  nessuno

voleva fare l’amore con lei, nessuno aveva

battuto le mani per lei, nessuno usciva la sera con lei,

nessuno le faceva mai un complimento,

nessuno sapeva della sua sofferenza,

nessuno si poneva il problema della sua esistenza.

La signora si sentiva davvero sfortunata tanto che un giorno decise di porre fine a quella sua tristezza. Prese una corda, una sedia e il suo corpo che da tempo ormai trascinava senza vita come una giacca appoggiata sulle spalle nervose di uno scolaro nei primi giorni di primavera.

Era serena e vedeva nei suoi movimenti qualcosa di ordinato. Salita sulla sedia guardò la punta dei suoi piedi, uno accanto all’altro e proprio in quel momento fece caso per la prima volta al tappeto che stava sotto di lei :”Non male questo tappeto! E chi è che ce l’ha messo qua però?”. Volle pensare per un momento chi delle persone che conosceva poteva aver messo il tappeto in casa sua, proprio lì dove stava per impiccarsi, ma non trovò risposta. Stupita del fatto decise di posticipare la sua morte per soddisfare quella sua ultima curiosità.

A terra, dove ora lei si trovava, c’era un tappeto egiziano, era lì ed era strano. Volle saperne di più. Con uno sguardo attento cercò il telefono di casa: stava a un metro dal suo corpo e la cosa la affaticò moltissimo. Sdraiata sopra le figure egiziane digitò qualche numero telefonico a memoria, mentre pensava che non appena qualcuno avesse risposto lei avrebbe dovuto schiarirsi la voce. Chiamò e richiamo per sapere qualcosa di quel tappeto, ma nessuno rispose. Aspettò un altro po’ fissando lo sguardo sulle frange rosse del tappeto, poi riprese con qualche chiamata. Il telefono squillava, I suoi respiri si facevano ansiosi, ma nessuno rispose. A quel punto con sguardo annoiato accarezzò il tappeto con una guancia dicendogli “Certo che neanche tu stai messo bene!”.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...