La prima volta che urlai “CAZZO” mia madre mi rimproverò severamente:

“Ma CHI TI HA MESSO IN BOCCA QUESTE PAROLE,?EH? Le bambine come te non devo dire quelle parole”.

Non dissi nulla per disinteresse, mentre mio padre con sorriso malizioso mormorò confusamente “Finché sono solo parole”.

Fu proprio in quel momento che capii che la mia verità non doveva essere più taciuta. Dissi loro che ero fidanzata e che ero innamorata, perdutamente innamorata.

Mia madre volle sapere il nome del fortunatO e io dissi “Sara”.

Mamma svenne. Chiamai allora mio padre che accorse.  Mi chiese che cosa era successo e io gli dissi che mi ero innamorata di un fortunatO che si chiamava Sara.

Mio padre con fare interrogatorio mi chiese delicatamente “UnA fortunatA che si chiama Sara”!?

Fu proprio in quel momento che  capii che mio padre mi avrebbe sempre accettata anche se non parlavo bene l’italiano. Per mia madre ci volle più tempo.

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