I SOTTOTITOLI IN TV: 777

La comunità sorda necessita del servizio di sottotitolazione per poter seguire ciò che viene comunicato sullo schermo delle TV italiane. E’ un servizio che permette ai sordi di prender parte e di partecipare ai dibattiti, alle discussioni e a qualsiasi forma di informazione, evitando così di essere esclusi e isolati dalla società. In Italia questo servizio il più delle volte non viene offerto. Nel caso della RAI, il servizio di sottotitolazione copre solo il 30% dei programmi. Con il testo che segue si mette in luce la mancanza di attenzione e di sensibilità nei confronti di una minoranza fortemente discriminata sul piano dell’informazione e della sua accessibilità.

Nell’assurdità della situazione creata, la RAI trasmette i programmi con dei sottotitoli enormi tanto da sembrare uno schermo di un karaoke, viene in realtà messo in luce l’assurdità dell’attuale discriminazione dei sordi italiani. Una giornalista, Elena Curiosonella, viene ricevuta nello studio del responsabile alla comunicazione Rai, il signor Eustachio, che cerca di difendere in modo confusionale e goffo la posizione escludente e discriminante della RAI nei confronti dei sordi in Italia. Le incomprensioni e fraintendimenti tra i due udenti vogliono accentuare il problema delle barriere comunicative che anche gli udenti esperiscono nella loro quotidianità e che dovrebbero essere dunque motivo di riflessione e sensibilizzazione nei confronti di una minoranza fortemente discriminata.

Nel gennaio del 2014 i sordi italiani fanno appello al diritto all’informazione, chiedendo il servizio di sottotitolazione in TUTTI i programmi televisivi. La Rai agisce tempestivamente alla richiesta, ma il servizio lascia intravedere qualche problema tecnico. L’ente nazionale sordi di Roma manda una comunicazione scritta: “I caratteri sono giganti. Non volevamo il karaoke.

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La giornalista Elena Curiosonella è andata a intervistare il responsabile alla comunicazione Rai, il signor Eustachio, che le ha dedicato dieci minuti del suo tempo prezioso per capire meglio quanto accaduto. Dopo le presentazioni formali Curiosonella è andata subito al cuore della questione.

CURIOSONELLA: Presidente, ma come è potuto succedere? Qual è il problema principale? Perché non si può fornire il servizio di sottotitolazione nella TV italiana?

EUSTACHIO: Chi ha parlato di problema principale scusi?

CURIOSONELLA: L’ente nazionale sordi (l’ENS) ha fatto notare che i sottotitoli dovrebbero stare in basso e non coprire tutto lo schermo.

EUSTACHIO: Ehh è divertente lei, voi giornalisti siete sempre un po’ così, ma la situazione è molto più complessa quando si lavora DA DENTRO alle cose. Comunque, quello che erroneamente l’Ente Nazionale Sordi ha chiamato karaoke in realtà è l’ultima tecnica sviluppata nelle TV europee e anche al cinema. E’ una tecnica molto sofisticata. Il tipo di carattere utilizzato è quello che Steve Jobs aveva elaborato nei sui ultimi anni. Queste cose magari non si sanno perché noi non vogliamo ringraziamenti per questo, ma ci tengo a sottolinearlo con tanto di sottotitoli qui che non siamo gli ultimi sprovveduti…

CURIOSONELLA: Ma effettivamente non si vede più nulla Presidente Eustachio. I sottotitoli dovrebbero stare in basso e permettere la visione e…

EUSTACHIO: Senta stiamo parlando dei sordi o cosa adesso? Se vuole dar voce ai problemi dei ciechi lo dica subito! Anzi lo faccia dire a loro che problemi di voce non ce ne hanno.

CURIOSONELLA: No, ma guardi che lei sta confondendo i piani della questione

EUSTACHIO:No lei viene qui al terzo piano con le sue domande solo per mettere in cattiva luce l’azienda. Mi sembra, eh! Prima i sordi ora i ciechi, lei vuole farsi la paladina della giustizia dei…

CURIOSONELLA: Ma che dice?

EUSTACHIO: Ma basta. I sordi non avevano pieno accesso ai sottotitoli nei programmi televisivi, ora possono leggere tutto! Ce lo vuole dare questo merito?

CURIOSONELLA: Ma sono giganti. Sembra davvero un karaoke. Leggere è una cosa, guardare la TV un’altra.

EUSTACHIO (con più calma): Ma vede, noi pensavamo ai sordi più anziani e a chi non riesce a leggere bene da lontano. Ora anche senza occhiali sono sicuro che sapranno apprezzare la qualità del nostro servizio.

CURIOSONELLA: Ma i sottotitoli devono stare sotto le immagini o comunque avere delle dimensioni da SOTTOTITOLO, io non come spiegargliela questa cosa

EUSTACHIO: A rieccoci!Allora togliamo tutto!Noi Italiani non sappiamo mai apprezzare nulla del nostro paese. Via anche la musica e il karaoke allora solo perché i sordi non lo vogliono!

CURIOSONELLA: Ma qui STIAMO delirando scusi. i sordi non si stanno lamentando del K…

EUSTACHIO: No, LEI STA delirando..non usi termini da comunismo spicciolo “NOI stiamo” che non servono. Quindi di che cosa dovremmo parlare esattamente mi dica!

CURIOSONELLA: Sì ecco appunto: se mi permette, guardi qua l’ENS ha scritto

EUSTACHIO: Ma sì l’ho già letta sta cosa!Sta cosa che non vogliono il karaoke.

Ma si rende conto che stiamo attraversando una crisi pazzesca? Non abbiamo più soldi per nulla oramai. Io capisco che dobbiamo venire incontro ai bisogni di tutti, ma lei deve capire che non è semplice. Partiamo con i sordi anziani e poi si vedrà.

CURIOSONELLA: Cosa si vedrà scusi? Non si vedono le scene ora, le scritte sono troppo grandi occupano tutto lo schermo.

EUSTACHIO: Ma parlavo della situazione in generale io…IN FUTURO, a breve, P-R-E-D-E-R-E-M-O provvedimenti diversi, capisce quello che stavo dicendo? Un passettino alla volta

Le sto dicendo che con il tempo (mettiamo un tempo x) sapremo offrire un servizio completo di sottotitolazione ai sordi. Ci dia del tempo.

CURIOSONELLA: Ah ma questo è eccezionale. Finalmente una bella notizia! Quindi lei si sa assumendo un incarico di notevole responsabilità ora, lei Presidente. Lei sta parlando di diritto all’informazione ai sordi nel suo ufficio comunicazione RAI.

EUSTACHIO: Sì

CURIOSONELLA: E che cosa ci canta adesso?

EUSTACHIO: “Lasciatemi cantare di Toto Cutugno.”

CURIOSONELLA: Quale sarebbe? Scusi?come fa?

EUSTACHIO: Ma lei è veramente stonata.

CURIOSONELLA: Non la conosco che le devo dire.

EUSTACHIO: Non posso cantare in ufficio adesso, ma si metta anche lei il 777 a casa. Di sicuro la conosce. Ora vada, vada va che io qui ho da fare.

CURIOSONELLA: Benissimo, la ringrazio

EUSTACHIO: Si figuri è il mio lavoro.

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